SVILUPPO SOSTENIBILE

CON L’ATTIVITA’ PRECEDENTE REALIZZATA CON smore ABBIAMO DEFINITO COSA SI INTENDE PER “SVILUPPO SOSTENIBILE”.
MA IL MONDO STA FACENDO QUALCOSA PER CAMBIARE ROTTA E PROMUOVERE QUESTO MODELLO DI SVILUPPO?

SCOPRIAMOLO QUI:http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it/pdgcs/italiano/Millennium/Millennium.html

TU COSA DEVI FARE? ADESSO CHE SAI COSA SONO GLI OBIETTIVI DEL MILLENNIO………

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1.CHI, DOVE, QUANDO HA DEFINITO I MILLENNIUM DEVELOPMENT GOALS ED ENTRO QUANDO ANDRANNO RAGGIUNTI
2.ELENCALI (SONO 8)FORNENDO UNA BREVISSIMA DESCRIZIONE

PER CIASCUN INSERTO SCEGLI UNA FOTO PERTINENTE.

INSERISCI UNA MUSICA DI SOTTOFONDO

PUBBLICA E INVIA ALLA PROF IL LINK DEL TUO LAVORO.

HAI DUE LEZIONI DI TEMPO.

BUON LAVORO!!

Prima guerra Mondiale: MATERIALI

DOCUMENTAZIONE PER LA PRODUZIONE SCRITTA “L’ITALIA DAL DIBATTITO FRA INTERVENTISTI E NEUTRALI ALL’INTERVENTO NEL CONFLITTO.L’IDEA DELLA GUERRA. LA REALTA’ DELLA GUERRA”.

-SCHEDA FC DI STORIA CON I DOCUMENTI: ARTICOLO DELL'”AVANTI”, ARTICOLO DELL'”OSSERVATORE ROMANO”, TESTO DI GIOVANNI PAPINI, LETTERA DAL FRONTE

-TRE BRANI TRATTI DA “UN ANNO SULL’ALTIPIANO” DI E.LUSSU (FC)

-IL BRANO TRATTO DA “NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE” DI E.M.REMARQUE (FC)

-QUATTRO POESIE DI GIUSEPPE UNGARETTI (ANTOLOGIA E FC)

-LETTERE DAL FRONTE: http://www.europe14-18.eu/fr/telechargements/fiches_cours/italie/5.pdf

-LA CONDIZIONE DEI SOLDATI IN TRINCEA: http://it.padlet.com/galiziacris/j6obr498t0km/wish/52668203

-COM’ERANO LE TRINCEE: http://www.raistoria.rai.it/embed/la-trincea-e-la-vita-quotidiana/3271/default.aspx

-LA TESTIMONIANZA DEL REDUCE (VEDI POST DI STORIA CON I DOCUMENTI VIDEO SULLA GUERRA)

-MANIFESTI E CARTOLINE DI PROPAGANDA ANALIZZATI DURANTE LE ORE DI INFORMATICA

-OPERE DEL FUTURISMO INNEGGIANTI ALLA GUERRA
GUERRA FUTURISMO

sintesi-futurista-della-guerra

-I GIOVANI E LA GUERRA: http://www.pbmstoria.it/rivista/71_gen_15.pdf

GLOBALIZZAZIONE: INIZIAMO -I PARTE

COMINCIAMO A RACCOGLIERE LE IDEE.. SU PADLET

http://it.padlet.com/antonellaspagni/92o7xer5n0fv

IIIA

III B: http://it.padlet.com/antonellaspagni/u1jrnkmgdy2w CI HAI MAI PENSATO? OGNI GIORNO USIAMO PRODOTTI, BENI, MERCI DI UN’ECONOMIA GLOBALIZZATA:

globalizzazione due globalizzazione PRENDIAMO IN CONSIDERAZIONE UN CASO IN PARTICOLARE. http://www.greenbiz.it/green-management/marketing-e-comunicazione/prodotti/9147-nutella-miglior-esempio-globalizzazione-ocse testo qui: Nuovo Documento di Microsoft Office Word (3) ORA DOBBIAMO CERCARE INFORMAZIONI E AVVIARE LA RIFLESSIONE PER DEFINIRE QUESTO FENOMENO. CHE DOMANDE CI FACCIAMO PRIMA DI AVVIARE LA RICERCA? https://www.mindomo.com/mindmap/6090e52fc1aa468fa609f6cbaf00929c COMINCIAMO A RACCOGLIERE QUALCHE INFORMAZIONE LEGGENDO IL LIBRO DI GEOGRAFIA E LEGGENDO QUI: La parola globalizzazione viene usata a partire dagli anni ’90 per indicare quell’insieme di fenomeni che ha portato verso l’integrazione economica, sociale e culturale di diverse aree del mondo. Non esistono più (quasi) confini o ostacoli che impediscono lo scambio di merci, informazioni e idee da una parte all’altra del globo: indossiamo, per esempio, una maglietta che è stata disegnata in un laboratorio creativo a New York, ma è stata prodotta in Cina con il cotone proveniente dall’India e viene commercializzata in almeno venti paesi del mondo. Guidiamo un’automobile progettata in Italia, ma prodotta in Polonia con il ferro del Brasile, l’alluminio della Guinea e con le gomme prodotte in Francia con il caucciù della Malaysia. In questo stesso momento possiamo sapere attraverso la tv satellitare o internet cosa accade dall’altra parte del mondo guardando un TG o leggendo un sito di news estero. Ma come è stato possibile tutto questo? Grandi e rapidi progressi tecnologici degli ultimi decenni hanno ridotto o eliminato molti ostacoli agli scambi e alle comunicazioni, contribuendo alla crescita del commercio internazionale e degli investimenti verso l’estero; innanzitutto i trasporti sono diventati più celeri ed economici e la diffusione prima di sistemi di telecomunicazioni integrati (telefono e fax) e poi di Internet ha permesso di comunicare in tempo reale fra luoghi lontanissimi. Le imprese progressivamente hanno delocalizzato la produzione, impiantando le fabbriche in paesi in cui la tassazione, le leggi sul lavoro, la disponibilità di materie prime permettono di ridurre i costi e aumentare la competizione sui mercati.

“VOGLIO ASCOLTARE LE VOCI”

A corredo della nostra lettura, giusto per avere qualche spunto per la riflessione ecco a voi:

-una gallery: http://www.corriere.it/foto-gallery/tecnologia/cyber-cultura/14_ottobre_26/smartphone-death-conversation-morte-conversazione-babycakes-romero-2ba3b562-5d58-11e4-abb7-a57e9a83d7e3.shtml?cmpid=SF020103COR%3Fcmpid%3DSF020103COR

-una riflessione:gfacebook

-un’infografica: infografica4WEBteenagers-su-internet_bassa-01

-indagine: giovani_e_social_network

– un video su cui riflettere: https://www.youtube.com/watch?v=qYnmfBiomlo

SVILUPPO SOSTENIBILE: VOLANTINO INFORMATIVO

Sei stato incaricato dall’ufficio stampa dell’EXPO di Milano di redigere un volantino per spiegare ad alunni che frequentano la scuola media che cos’è lo SVILUPPO SOSTENIBILE.

Raccogli qui le  informazioni:

http://europa.eu/legislation_summaries/environment/sustainable_development/index_it.htm

http://www.treccani.it/enciclopedia/sviluppo-sostenibile/

e realizza con SMORE il volantino online:

https://www.smore.com/

L’DEA DELLA GUERRA. LA REALTA’ DELLA GUERRA.

Iniziamo un percorso di approfondimento sulla Prima Guerra Mondiale che ci permetterà di riflettere sul contrasto tra l’idea della guerra e la realtà tragica del conflitto.

L’IDEA DELLA GUERRA- Lavoreremo su documenti storici (vedi fotocopia) che ci descriveranno il dibattito fra interventisti e neutralisti che si accese in Italia all’indomani dell’inizio del conflitto. I documenti saranno affiancati dalla visione di alcune opere del futurismo. Prenderemo in esame anche la propaganda di guerra, consultando per es. il sito: http://www.minerva.unito.it/Theatrum%20Chemicum/Pace&Guerra/Presentazione.htm

LA REALTA’DELLA GUERRA: leggeremo brani tratti dai romanzi di Remarque e Lussu; leggeremo anche alcune lettere spedite dai soldati al fronte; analizzeremo poi le poesie di Ungaretti. Contribuiranno a darci un’idea di come dovesse essere in realtà la guerra i video linkati in un precedente post (in particolare la testimonianza di Orelli). Anche questa parte sarà integrata dalla visione di opere artistiche che ci raccontano cosa è stata la guerra (vedi il post precedente “Il Dopoguerra”).

Il tema centrale è perciò LA GUERRA, LA VIOLENZA, LA NEGAZIONE DEI DIRITTI. Indirettamente è perciò una riflessione sulla pace.

L’antologia di Spoon River

Riporto alcune informazioni tratte da Wikipedia per inquadrare meglio la poesia che abbiamo letto.

L’Antologia di Spoon River (Spoon River Anthology) è una raccolta di poesie che il poeta americano Edgar Lee Masters pubblicò tra il 1914 e il 1915 sul Mirror di St. Louis. Ogni poesia racconta, in forma di epitaffio, la vita di una delle persone sepolte nel cimitero di un immaginario paesino statunitense.

Masters si ispirò a personaggi veramente esistiti e infatti molte delle persone a cui le poesie erano ispirate, che erano ancora vive, si sentirono offese nel vedere le loro faccende più segrete e private pubblicate in quelle poesie. La caratteristica saliente dei personaggi di Edgar Lee Masters, infatti, è che essendo per la maggior parte morti non hanno più niente da perdere e quindi possono “raccontare” la loro vita in assoluta sincerità.

La prima edizione italiana porta la data del 9 marzo 1943. È stata tradotta da Fernanda Pivano che racconta: «Ero una ragazza quando ho letto per la prima volta Spoon River: me l’aveva portata Cesare Pavese, una mattina che gli avevo chiesto che differenza c’è tra la letteratura americana e quella inglese». Con l’Antologia di Spoon River fu come un colpo di fulmine: «L’aprii proprio alla metà, e trovai una poesia che finiva così: “mentre la baciavo con l’anima sulle labbra, l’anima d’improvviso mi fuggì[1]”. Chissà perché questi versi mi mozzarono il fiato: è così difficile spiegare le reazioni degli adolescenti[2]».

Quasi per conoscere meglio i personaggi, la Pivano iniziò a tradurre in italiano le poesie senza dirlo a Pavese: temeva che la prendesse in giro. Ma un giorno quest’ultimo scoprì in un cassetto il manoscritto e convinse Einaudi a pubblicarlo. Incredibilmente riuscì a evitare la censura del Ministero della Cultura Popolare cambiando il titolo in «Antologia di S. River» e spacciandolo per una raccolta di pensieri di un quanto mai improbabile San River. La Pivano, tuttavia, pagò questa sua traduzione con il carcere; a tal proposito ha dichiarato:

« Era superproibito quel libro in Italia. Parlava della pace, contro la guerra, contro il capitalismo, contro in generale tutta la carica del convenzionalismo. Era tutto quello che il governo non ci permetteva di pensare […], e mi hanno messo in prigione e sono molto contenta di averlo fatto.[3] »

Attraverso la testimonianza di Fernanda Pivano, inaspettatamente, il nostro percorso sull’adolescenza si intreccia al tema della LIBERTA’ e del valore della letteratura, capace di far pensare, di offrire punti di vista differenti, di opporsi alle dittature…
.. e, inaspettatamente, questo percorso si ricollega perciò anche a quei racconti di fantascienza che ci mettono in guardia dai rischi della dittatura….

ADOLESCENZA

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Abbiamo letto l’articolo di Ammanniti “Giovani conflitti” e abbiamo riflettuto su cosa sia l’adolescenza; poi ci siamo confrontati con le parole di Alberoni che ci hanno fatto pensare al valore dell’amicizia durante questa età e infine abbiamo parlato dei rischi dell’omologazione, quando, per timore di restare esclusi, ci intruppiamo nel branco (“Uno di loro, uno giusto”).
Ma come fare a capire chi siamo e chi vogliamo essere? Come facciamo a cercare la nostra identità?
Vi propongo qualche spunto…

una poesia, tratta dall'”Antologia di Spoon River” di E.L.Masters

George Gray

Ho osservato tante volte
il marmo che mi hanno scolpito –
una nave alla fonda con la vela ammainata.
In realtà non rappresenta il mio approdo
ma la mia vita.
Perché l’amore mi fu offerto ma fuggii le sue lusinghe;
il dolore bussò alla mia porta ma ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ma paventai i rischi.
Eppure bramavo sempre di dare un senso alla vita.
Ora so che bisogna alzare le vele
e farsi portare dai venti della sorte
dovunque spingano la nave.
Dare un senso alla vita può sfociare in follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vago desiderio:
è una nave che desidera il mare ardentemente ma ha paura.

giu10-1

una canzone, “La linea d’ombra”, per vedere la nave tracciare la rotta (qui trovate il testo http://www.angolotesti.it/J/testi_canzoni_jovanotti_168/testo_canzone_la_linea_dombra_9577.html)

questo è il testo:
La linea d’ombra la nebbia che io vedo a me davanti
per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo
mi offrono un incarico di responsabilità
portare questa nave verso una rotta che nessuno sa
è la mia età a mezz’aria
in questa condizione di stabilità precaria ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto
mi giro e mi rigiro sul mio letto
mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome
il fondo del caffè confonde il dove e il come
e per la prima volta so cos’è la nostalgia la commozione n
el mio bagaglio panni sporchi di navigazione per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone
è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione s
enza preoccupazione soltanto fare ciò che c’è da fare e cullati dall’onda notturna sognare la mamma… il mare.
Mi offrono un incarico di responsabilità
mi hanno detto che una nave c’ha bisogno di un comandante
mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante
il pensiero della responsabilità si è fatto grosso
è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato
saltare verso il tempo indefinito dell’essere adulto
di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura
cosa sarò dove mi condurrà la mia natura?
La faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio
le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio “la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione”
arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione
e adesso è questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione
guardando il cielo un senso di oppressione
ma è la mia età dove si sa come si era e non si sa dove si va,
cosa si sarà
che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto
e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera
dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera
ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare
mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo l’astrologia
che mi racconta il cielo
galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare
ma questa linea d’ombra non me la fa incontrare.
Mi offrono un incarico di responsabilità
non so cos’è il coraggio se prendere e mollare tutto
se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare
provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare
portato questo carico importante a destinazione dove sarò al riparo dal prossimo monsone
mi offrono un incarico di responsabilità
domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire
getterò i bagagli in mare studierò le carte
e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte
e quando passerà il monsone dirò levate l’ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione.

e, infine, un video tratto da un film, “La ricerca della felicità”, che ci parla dell’importanza del nostro sogno