L’antologia di Spoon River

Riporto alcune informazioni tratte da Wikipedia per inquadrare meglio la poesia che abbiamo letto.

L’Antologia di Spoon River (Spoon River Anthology) è una raccolta di poesie che il poeta americano Edgar Lee Masters pubblicò tra il 1914 e il 1915 sul Mirror di St. Louis. Ogni poesia racconta, in forma di epitaffio, la vita di una delle persone sepolte nel cimitero di un immaginario paesino statunitense.

Masters si ispirò a personaggi veramente esistiti e infatti molte delle persone a cui le poesie erano ispirate, che erano ancora vive, si sentirono offese nel vedere le loro faccende più segrete e private pubblicate in quelle poesie. La caratteristica saliente dei personaggi di Edgar Lee Masters, infatti, è che essendo per la maggior parte morti non hanno più niente da perdere e quindi possono “raccontare” la loro vita in assoluta sincerità.

La prima edizione italiana porta la data del 9 marzo 1943. È stata tradotta da Fernanda Pivano che racconta: «Ero una ragazza quando ho letto per la prima volta Spoon River: me l’aveva portata Cesare Pavese, una mattina che gli avevo chiesto che differenza c’è tra la letteratura americana e quella inglese». Con l’Antologia di Spoon River fu come un colpo di fulmine: «L’aprii proprio alla metà, e trovai una poesia che finiva così: “mentre la baciavo con l’anima sulle labbra, l’anima d’improvviso mi fuggì[1]”. Chissà perché questi versi mi mozzarono il fiato: è così difficile spiegare le reazioni degli adolescenti[2]».

Quasi per conoscere meglio i personaggi, la Pivano iniziò a tradurre in italiano le poesie senza dirlo a Pavese: temeva che la prendesse in giro. Ma un giorno quest’ultimo scoprì in un cassetto il manoscritto e convinse Einaudi a pubblicarlo. Incredibilmente riuscì a evitare la censura del Ministero della Cultura Popolare cambiando il titolo in «Antologia di S. River» e spacciandolo per una raccolta di pensieri di un quanto mai improbabile San River. La Pivano, tuttavia, pagò questa sua traduzione con il carcere; a tal proposito ha dichiarato:

« Era superproibito quel libro in Italia. Parlava della pace, contro la guerra, contro il capitalismo, contro in generale tutta la carica del convenzionalismo. Era tutto quello che il governo non ci permetteva di pensare […], e mi hanno messo in prigione e sono molto contenta di averlo fatto.[3] »

Attraverso la testimonianza di Fernanda Pivano, inaspettatamente, il nostro percorso sull’adolescenza si intreccia al tema della LIBERTA’ e del valore della letteratura, capace di far pensare, di offrire punti di vista differenti, di opporsi alle dittature…
.. e, inaspettatamente, questo percorso si ricollega perciò anche a quei racconti di fantascienza che ci mettono in guardia dai rischi della dittatura….

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...