LA COSTITUZIONE E LO STATO ITALIANO

QUANDO FU PROMULGATA LA COSTITUZIONE ITALIANA? COS’E’? COME E’ FATTA? A QUESTE DOMANDE RISPONDE QUESTA PPT lacostituzioneitaliana-1-1

COME FUNZIONA LO STATO ITALIANO SECONDO QUANTO STABILITO DALLA COSTITUZIONE?

INNANZITUTTO VEDIAMO COME SONO RIPARTITI I TRE POTERI:i-poteri-dello-stato

PER CHIARIRE VEDIAMO ANCHE QUESTO SCHEMA

ordinamento dello stato ultimo

UNA BREVE PRESENTAZIONE DEL PARLAMENTO:

COME ENTRA IN VIGORE UNA LEGGE?

gra_percorso_legge

RUOLO DEL CAPO DELLO STATO

poteri_presidente

SINTESI

schema-sistema-politico

PROVE INVALSI AUTOCORRETTIVE

PROVE INVALSI DEGLI ANNI PRECEDENTI PER ESERCITARSI

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Salvatore Quasimodo: denunciare l’orrore della guerra e della dittatura

Dopo il periodo ermetico, Quasimodo, convinto che la poesia non possa esimersi dall’esprimere dal rappresentare la realtà , scrive versi che ricordano l’esperienza della guerra. Alla raccolta “Giorno dopo giorno” del 1947, appartiene questa poesia che ricorda l’orrore del bombardamento di Milano, avvenuto nell’agosto del 1943. I versi denunciano la violenza della guerra, causa di morte e distruzione.

Milano Agosto 1943 di Salvatore Quasimodo

Invano cerchi tra la polvere,
povera mano, la città è morta.
È morta: s’è udito l’ultimo rombo
sul cuore del Naviglio: E l’usignolo
è caduto dall’antenna, alta sul convento,
dove cantava prima del tramonto.
Non scavate pozzi nei cortili:
i vivi non hanno più sete.
Non toccate i morti, così rossi, così gonfi:
lasciateli nella terra delle loro case:
la città è morta, è morta.
Per un semplice commento clicca qui: http://www.salvatorequasimodo.it/2010/01/milano-agosto-1943.html
Altro testo di forte impatto emotivo ed espressione di impegno civile è
AI QUINDICI DI PIAZZALE LORETO
 Esposito, Fiorani, Fogagnolo,
Casiraghi, chi siete? Voi nomi, ombre?
Soncini, Principato, spente epigrafi,
voi, Del Riccio, Temolo, Vertemati,
Gasparini? Foglie d’un albero
di sangue, Galimberti, Ragni, voi,
Bravin, Mastrodomenico, Poletti?
O caro sangue nostro che non sporca
la terra, sangue che inizia la terra
nell’ora dei moschetti. Sulle spalle
le vostre piaghe di piombo ci umiliano :
troppo tempo passò. Ricade morte
da bocche funebri, chiedono morte
le bandiere straniere sulle porte
ancora delle vostre case. Temono
da voi la morte, credendosi vivi.
La nostra non è guardia di tristezza,
non è veglia di lacrime alle tombe:
la morte non dà ombra quando è vita.
Per un breve commento: https://bolledicultura.wordpress.com/2013/10/20/salvatore-quasimodo-ai-quindici-di-piazzale-loreto/
Per l’inquadramento storico leggi qui: http://anpi-lissone.over-blog.com/article-11669404.html